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19.12.2008 23:53:56 | Provincia: Napoli [Campania]

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Dantesca Sedia-poltrona diffusasi in Italia a partire dal XV secolo. E' caratterizzata da una struttura a X, piegghevole a forbice, con sostegni congiunti alla base da traverse continue e terminanti in due braccioli curvati verso il basso. Sia il sedile sia lo schienale, in cuoio, erano fissati all'intelaiatura lignea con borchie aventi anche funzione decorativa. Come la "savonarola", mutua la tipologia dalla sella curulis romana. Davenport Scrivania di piccole dimensioni, di forma quadrangolare, introdotta nel mobilio inglese alla fine del Settecento e largamente in uso nel secolo successivo. Esisteva in diversi modelli: il più comune aveva cassetti su ogni lato e quattro tavole estraibili poste al di sotto del piano superiore, inclinato. Deriva forse il nome da un capitano che la ordinò alla ditta Gillow e Burton. Decapaggio Dal francese dècaper (letteralmente, raschiare, togliere la copertura), il termine indica il processo tecnico attraverso il quale alcuni mobili vengono liberati dalle vernici, dagli smalti, dalle ridipinture o dalle patine formatesi nel corso del tempo, e riportati allo stato naturale. Dima Voce lombarda di origine greca (prova), che designa la sagoma usata per tagliare il legno secondo le forme di un disegno precostituito. Divano Derivato dal persiano diwan, a partire dal XVII secolo il termine indica un sedile per più persone, in seguito dotato di schienale e braccioli imbottiti. La sua origine va ricercata nella cassapanca rinascimentale, già dotata di schienale e braccioli, comune nelle ricche dimore europee del Seicento. Dormeuse Sorta di poltrona a sdraio con schienale rialzato o di divano con spalliere imbottite di differente altezza sui lati brevi. Chiamata anche mèridienne, vene usata soprattutto nel Settecento, anche in Italia, come letto da giorno. Dorsale Sinonimo di spalliera o schienale, è quella parte del sedile contro cui si appoggia la schiena. Indica anche la testata di un letto. Dos-à-dos Tipo di poltrona a due posti uniti per lo schienale ma collocati in posizione leggermente sfalsata per facilitarne la conversazione. Fu di moda nei salotti francesi dell'Ottocento. Dresser Voce inglese usata in riferimento a due tipi di mobili. Il primo, presente in Inghilterra negli arredi di campagna dal Medioevo a tutto il Settecento, era una sorta di credenza a due corpi: quello superiore a scaffali aperti e quello inferiore a cassetti e sportelli. Il secondo era un lungo tavolo con sostegni torniti e fascia a cassetti. In questa accezione il termine venne usato solo dopo la Restaurazione. Dressoir Nome francese della credenza, usato anche come sinonimo de buffet. Il modello tradizionale è costituito da due corpi separati da una fascia a cassetti; la parte inferiore è a sportelli, quella superiore, arretrata, presenta ripiani - a giorno oppure celati da sportelli - su cui vengono riposti piatti o argenti. Duchesse Tipo particolarmente elegante di chaise longue, vale a dire di poltrona allungata in modo da consentire l'appoggio delle gambe. Di gran moda sotto Luigi XV, si configurò secondo diversi modelli: tra i più noti vi erano la duchesse en gondole, una specie di sofà con le due estremità arrotondate e rialzate ad altezze differenti, e la duchesse brisèe, costituita da tre (più raramente due) elementi staccabili, solitamente due bergères e uno sgabello centrale. Veniva utilizzata dalle dame dell'alta società per il riposo pomeridiano e per ricevere visite. Dumb waiter Espressione inglese che, alla lettera, significa "servo muto". Indica un particolare tavolino che soprattutto nel XVIII secolo veniva posto accanto alle mense per consentire ai commensali di servirsi da soli. Era in genere articolato a più piani sovrapposti, di grandezza decrescente dal basso verso l'alto. I vassoi, in genere tondi, ruotavano attorno a un perno centrale terminante su una base a tre piedi. Ebanista Il termine designa l'artigiano specializzato nella lavorazione dell'ebano, ma viene comunemente adottato in riferimento a qualsiasi lavoratore di legni pregiati, esperto nel rifinire e decorare i mobili con impiallacciature, intarsi e intagli. In questa accezione deriva da èbèniste, termine usato in Francia dal XVII secolo per distinguere l'artigiano artista dal semplice falegname. Encausto Nome di origine grca ("incidere col fuoco") che designa quella tecnica pittorica che utilizza la cera riscaldata come legante per i pigmenti. E' chiamato così anche un modo per incerare il mobile (vedi Finitura). Estampille Vocabolo francese (in Italiano stampigliatura) indicante il marchio che si trova talvolta sui mobili con il nome dell'ebanista, ma più frequentemente con le sue iniziali o il suo monogramma. Diventato obbligatorio per i maìtres-èbènistes francesi dal 1741, poteva essere impresso a fuoco o con uno stampo in ferro. Etagère Mobile di piccole dimensioni, a ripiani, in voga nella Francia del Settecento soprattutto in provincia, ma abbastanza usato anche in Italia. Esistente in diversi modelli, veniva appeso alle pareti o collocato sopra un altro mobile ed era adibito all'esposizione di vasellame o di oggetti di diverso tipo. Molto diffuso anche nei periodi successivi, indicava uno scaffale con ripiani a giorno, in genere poggiante sul pavimento. Fasce In ebanisteria sono quegli elementi che raccordano i sostegni di un tavolo o di un sedile e che servono, se presenti sui quattro lati, a supportare il piano di appoggio. In questo caso si parla di giro di fasce o cintura. Fascia In un tavolo o in una sedia è quell'asse disposta a coltello che si trova immediatamente sotto il piano o il sedile. Presenta talvolta una decorazione intagliata. Fastigio In ebanisteria, elemento decorativo posto nella parte superiore di un mobile spesso in forma di timpano spezzato. Festone Motivo ornamentale usato in architettura, pittura, scultura ed ebanisteria, costituito da un fascio di fiori, foglie, frutti variamente intrecciati e tenuti insieme con nastri o altro. Può assumere un andamento a cordone oppure a ghirlanda e comparire isolato o, più generalmente, iterato in modo da costituire un fregio. Fu molto usato nell'arte classica e venne poi ripreso in epoca rinascimentale, barocca e neoclassica. Fiamma Motivo decorativo diffuso nel mobilio del Cinquecento, soprattutto nelle regioni dell'Italia centrale. E' costituito da un disegno intagliato a forma di fiamma o di foglia. Compare di norma ai lati del dorsale o sui braccioli degli stalli o dei seggioloni d'epoca, ma a volte anche su cassoni o cassettoni. Fiamma, a In ebanisteria, modo di applicare l'impiallacciatura formando con le venature naturali del legno un andamento, più o meno fitto, che ricorda la fiamma. Filettatura Procedimento decorativo che consiste nell'applicare un sottile listello (filetto) di materiali differenti su una superfice di fondo. E' usato sia in ebanisteria, come motivo ornamentale o per delimitare zone differenti di intarsio, sia nell'arte del vetro, per arricchire il bordo di una coppa o di un vaso. Nei mobili, in particolare, si utilizzano essenze di colore e struttura diversi, in modo che risaltino sulla superfice di fondo, di solito in noce. Fondalino Termine con il quale si indica il fondo del cassetto. Formella Elemento costituito da una lastra di forma varia ma regolare (quadrangolare, circolare, a losanga, etc.), decorata con svariate figurazioni a mosaico, a tarsia o scolpite. Come elemento decorativo è particolarmente usata nell'architettura gotica, in quella romanica e durante tutto il Quattrocento. Dal Rinascimento questo tipo di decorazione viene praticato soprattutto in ebanisteria e formelle in legno, metallo, ceramica o altro materiale sono utilizzate per decorare sia i fronti sia le fiancate dei mobili. Forziere Tipo di cassa di dimensioni intermedie, tra il cofano e il cassone, di struttura robusta e munita di un sistema di chiusura molto sicuro. Viene costruito in legno e metallo, spesso con rinforzi angolari e decorazioni intarsiate o in ferro battuto. All'interno può presentare una sudduvisione in scomparti o cassettini e all'esterno due maniglie che ne facilitano il trasporto. E' diffuso soprattutto in Italia Settendrionale per la custodia di denaro, oggetti preziosi e documenti importanti. Con tale significato il termine è usato dal XVI secolo, mentre prima era sinonimo di cassa, cassone e cofano. Fratina, fratino In ebanisteria il vocabolo indica un tavolo rinascimentale, (tipico dei refettori dei conventi) dalla forma stretta e allungata, con sostegni congiunti da una traversa oppure da due assi sagomate. E' chiamata fratina anche una robusta sedia toscana, derivata dal seggiolone cinquecentesco, dalla struttura massiccia e dalle linee severe, caratterizzata da uno schienale composto da due o tre cartelle sovrapposte riccamente decorate. Fregio Nelle arti applicate e in ebanisteria, è una composizione ornamentale - scolpita, intagliata, intarsiata o dipinta - svolta secondo uno sviluppo orizzontale. Frontale In mobili di grandi dimensioni (come armadi e credenze) e di impianto architettonico è la parte superiore, che ha funzione di coronamento. Il termine si adatta bene a certi arredi di epoca rinascimentale. Fronte Termine che designa la parte anteriore del mobile; nel periodo rinascimentale era rigorosamente rettilinea. Gattelli Elementi di rinforzo di forma triangolare inseriti negli angoli novecenteschi. A volte vengono utilizzati anche nel restauro. Giunta doppia Particolare tipo di giunta presente nelle cornici di riporto di certi contenitori antichi, caratterizzate da una fascia esterna piatta e liscia e da una sagoma interna obliqua e intagliata. La giunta è detta doppia perchè i lati della cornice si incontrano a taglio dritto nella parte liscia, a 45°in quella lavorata. Graffietto Strumento usato per determinare la corrispondenza di misura tra i due elementi di un incastro (maschio e femmina). Graticcio Struttura intrecciata di legni leggeri, come canne o vimini, che è stata ed è tuttora impiegata in ebanisteria, con intenti ornamentali oltre che funzionali, per gli schienali e i braccioli di sedie e poltrone. Come puro elemento decorativo si trova su mobili barocchi francesi e italiani. Gruppini Tipo particolare di chiodi molto sottili utilizzati dagli ebanisti per fissare un lastrone alla struttura del mobile; servono anche nel caso in cui non è possibile utilizzare le morse, verranno successivamente rimossi. Guillochè Motivo decorativo costituito dall'intreccio di una o più fasce a volute, cerchi o semicerchi. Pur essendo tipico dell'oreficeria, fu ampiamente adottato anche dagli ebanisti del primo Seicento, soprattutto nelle modanature delle cornici. Humpen Grosso bicchiere di forma cilindrica largamente usato nelle regioni tedesche dal XVI al XVIII secolo per bere vino o birra. Le dimensioni considerevoli hanno fatto supporre che fosse destinato a più di un bevitore. Ha solitamente la base sporgente, è talora munito di coperchio ed è spesso decorato a smalto. Iccasse, a Locuzione applicata a quelle sedie e a quei sedili che presentano una struttura pieghevole, con sostegni intersecantisi a X. Tali modelli, di larga diffusione nella Francia del XV e XVI secolo, vanno ricondotti assai probabilmente a un prototipo romano. Imbarcamento Distorsione nel senso della lunghezza che si verifica in piani di legno o travi, dovuta generalmente all'umidità e a un carico eccessivo nella parte centrale, che assume così una forma arcuata. Incastro Modo in cui, fin dal XVI secolo, i falegnami univano le assi di legno senza usufruire di collanti o di chiodi, ma intagliandone i bordi secondo un sistema di sporgenze e di rientranze in grado di combaciare perfettamente all'atto della congiunzione. A seconda dei tipi di unione, l'incastro, chiamato anche assembramento, può essere: a coda di rondine, a tenone e mortasa (a cava e penola, a maschio e femmina), diritto, a mezzo e mezzo, a lingua, a forcella. Indiscret Tipo di divano imbottito e tappezzato, spesso capitonnè, strutturato in modo analogo al confident, da cui tuttavia si differenzia perchè è costituito da tre poltrone (anzichè due) unite a raggiera. Fu particolarmente in voga nel Secondo Impero. Inginocchiatoio Mobile usato per la preghiera, un tempo presente, oltre che nelle chiese, nelle camere da letto di molte case private. Di norma è articolato a due piani: quello superiore per appoggiare i gomiti e quello inferiore per le ginocchia. Intaglio Tecnica decorativa realizzata asportando parte del materiale con appositi strumenti secondo determinati disgni. E' uno dei procedimenti ornamentali più usati nelle arti applicate; l'intaglio può essere realizzato a incavo, a rilievo (che a seconda del grado di sporgenza viene definito basso, medio o alto) e a traforo, se passa l'oggetto da parte a parte. Intarsio Tecnica di ebanisteria che utilizza tasselli di varie essenze applicati, a secco o tramite colle, a un supporto secondo un determinato disegno. Lo stesso termine indica il lavoro così ottenuto, più propriamente detto tarsia. Conosciuto fin dall'antichità, ebbe il suo momento di maggior splendore nel Trecento e soprattutto nel Quattrocento, quando venne impiegato nella fabbricazione degli arredi sacri - come cori lignei e armadi di sacrestia - oppure degli studioli di corte. Dal XV secolo, oltre alle normali essenze (noce, acero, quercia, alberi da frutto) lasciate allo stato naturale, vennero inseriti nell'arte dell'intarsio, che andava avvicinandosi al linguaggio della pittura, anche tasselli colorati tramite particolari procedimenti di bollitura o addirittura ridipinti. Spesso si utilizzarono anche altri materiali, quali madreperla, osso, avorio, rame, ottone.

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